"Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e… se ne parla." - Edoardo VII.
Di vino si inizia a parlare già dai tempi fluorescenti della Mesopotamia e dell''antico Egitto, dove veniva impiegato come tributo per gli Dei e i Faraoni. Tra i Greci il vino rappresentava una fonte per stimolare l''erotismo. Non a caso il dio fallico Dioniso o Bacco, venivano rappresentati sempre con un grappolo d''uva in mano. Ovidio nei suoi scritti consigliava il vino come arma per compiere i primi approcci amorosi; lo stesso Apuleio asseriva che il vino era un''arma per battere la viltà del pudore e per rafforzare il piacere amoroso. Per i greci la produzione del vino era una vera e propria arte. Il suo utilizzo all''interno della società veniva visto come un segno di cultura e civiltà, chi non faceva uso di vino nella vita quotidiana veniva quasi considerato un barbaro. Per i greci inoltre il vino rappresentava un importante risorsa economica, era considerata una preziosa merce di scambio. Le caratteristiche di un vino greco possono avvicinarsi ai vini passito di oggi, i greci prediligevano infatti vini molto dolci derivati da uva appassite.
Il vino era inoltre impiegato anche in importanti rituali, ad esempio era l''elemento essenziale nel Simposio e nelle feste in onore di Dioniso. Nel simposio era previsto il consumo di vino mescolato all''acqua, ed era un momento sociale molto importante, dove si discuteva e si faceva filosofia. Nelle feste in onore a bacco invece ci si faceva prendere dall''ebbrezza alcolica e ci si abbandonava in danze sfrenate che spesso finivano in orge e comportamenti esasperati.
Sembrerebbe, secondo alcuni studi, che gli etruschi furono il primo popolo a portare le coltivazioni del vino in Italia, nelle zone del Chianti. Gli etruschi bevevano il vino in una coppa ovoidale chiamata ''patera''. Nella cultura degli Etruschi, col vino onoravano i morti e soprattutto tra gli aristocratici si effettuavano pratiche religiose in onore al dio del vino ''Fufluns''.
Le tecniche di coltura del vino risultano una pratica molto diffusa anche nel glorioso Impero Romano dove, grazie ad un buon clima, iniziarono ad affinarsi tecniche di viticoltura. Largo spazio trova anche nell''era cristiana applicato per servizi liturgici e come segno di ospitalità. Nel periodo medievale, l''era della nobiltà e dei possedimenti terrieri, le piantagioni di uva erano simbolo di prestigio.
In tutta questa sua lunghissima esistenza, il vino ha visto notevoli cambiamenti sia dal punto di vista produttivo che della sua coltivazione. Nei primi anni, dove i costi di trasporto, per vari motivi erano molto elevati, il vino era considerato una bevanda solo per ricchi, soprattutto quello importato. Un secolo importante per innovazioni fu sicuramente il XIX, che inizia a vedere produzioni di bottiglie di vetro, introduzione dei tappi in sughero e processi di pastorizzazione, che rende il vino più longevo; oggi si sta affermando sempre più l''utilizzo di tappi in silicone, molto più sigillanti, risultando migliori su quelli in sughero per quanto riguarda l''ingresso dell''aria, e inoltre evitano che il vino sappia di tappo. Tuttavia, l''utilizzo di tappi in sughero viene sempre preferito da cantine importanti che lo considerano come segno di eleganza e tradizione.
Le migliori tecniche moderne garantiscono una più elevata produzione di uve. Una tecnica che favorisce una buona crescita e produttività dei vigneti è l''irrigazione a goccia, detta anche irrigazione localizzata. Questa tecnica somministra l''acqua alle piante in modo continuo, e cerca di minimizzare il suo utilizzo. Altre tecniche innovative furono introdotte con la raccolta meccanica, un procedimento che favorisce una più veloce raccolta.
Altre tecniche che favoriscono la produttività di vigneti sono l''utilizzo dell''innesto, tecnica per la riproduzione agamica delle piante, fertilizzanti sempre più innovativi, l''utilizzo di processi di osmosi inversa, che garantiscono il filtraggio dell''acqua, tralasciando sostanze impure e batteri, fornendo così acqua pura alle piante.
Nonostante questa bevanda sia molto pregiata, verso la metà degli anni settanta, le richieste diminuiscono del circa il 25% a causa delle diverse richieste tra i giovani, di stati d''ansia di salute tra gli anziani, e dalle nuove sanzioni imposte dall''ordinamento giuridico per le guide in stato di ebbrezza. A questo calo di domanda, risponde un aumento esponenziale di richieste da parte di altri paesi esteri, come Inghilterra, Giappone, Canada e Belgio. Già negli anni ottanta il vino riacquista popolarità, diventando una bevanda diffusa tra gli ambienti urbanistici. La nuova mentalità di quegli anni, verso pasti più leggeri, porta alla diffusione del vino bianco, meno apprezzato tra gli esperti poiché meno strutturato e complesso.
Oggi il vino più scelto dagli italiani è sicuramente il rosso, lasciando qualche eccezione legata a motivi di abbinamenti, il rosso risulta al vertice delle classifiche di vendita. Non a caso è un vino più lavorato, complesso e da scoprire. A volte occorrono anni di preparazione e fermentazione per poterlo gustare al meglio. Ultimamente si sta preferendo anche come vino da aperitivo, dove fin ora primeggiavano i bianchi frizzantini o i cerasuolo.
Recenti studi segnalano un calo di vendite di bottiglie di vino, tuttavia le entrate sembrano non variare di molto. Si direbbe quindi che ultimamente si beve meno vino, ma nelle occasioni contrarie si punta molto sulla qualità. I bevitori preferiscono spendere di più e bere un buon vino piuttosto che risparmiare ma non bere di grazia.
Particolarmente indicate per la fermentazione del vino e la sua conservazione sono le botti in rovere e le vasche in cemento. Per osmosi e per princ
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