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Gastronomia Abruzzese
La cucina abruzzese è molto ricca nei sapori e negli ingredienti, fatta per grandi mangiatori. Nelle occasioni di festeggiamenti o occasioni di ritrovo, gli abruzzesi si dedicano con molto entusiasmo e capacità alla cucina. La famosa “panarda” era un pranzo solitamente offerto ad un ospite importante e poteva consistere in circa una trentina di portate che, dovevano essere assaggiate tutte per evitare di offendere l’organizzatore. Solitamente non sempre una cucina ricca di portate è anche ricca dal punto di vista qualitativo. La cucina abruzzese, si può star certi, è molto curata anche nel lato qualitativo. La regione Abruzzo ha sempre custodito ottimi cuochi che si sono conquistati posti importanti anche in locali fuori l’Abruzzo.
Maccheroni alla chitarra
Il piatto più famoso dell’Abruzzo è “maccheroni alla chitarra”. Si tratta di una pasta fatta in casa con uno strumento, la chitarra. Il nome di questo oggetto deriva dal fatto che è uno strumento fatto a corde, che ricorda molto l’omonimo strumento musicale. La chitarra prevede un telaio rettangolare in legno di faggio da cui vi tendono, ad un millimetro di distanza l’uno dall’altro, sottilissimi fili d’acciaio. Dopo aver preparato un impasto di uova e farina, si formano delle sottili sfoglie, chiamate “pèttole”, che si adagiano una alla volta sulla chitarra. Passandovi sopra col matterello, i fili d’acciaio della chitarra, tagliano le “pèttole” a striscioline. Ecco dunque preparati i maccheroni, pronti ad essere conditi; il condimento prevede l’utilizzo di un sugo di pomodoro denso e robusto, insaporito da pancetta affumicata, formaggio pecorino piccante e dall’immancabile peperoncino. Un altro tipo di condimento utilizzato è il ragù di carne di agnello e di maiale.
La patria dello Zafferano
Lo zafferano è un aroma vegetale, poco usato nella cucina locale. La provincia dell’Aquila produce un zafferano di qualità assai pregiata, e viene esportato per poter essere affinato. L’Abruzzo è una regione sprovvista di stabilimenti per la lavorazione di questo vegetale, che quindi viene lavorato fuori ed applicato in altre ricette. L’unico piatto in cui viene utilizzato è lo Scapece alla Vastese .
"Le Virtù"
Un piatto molto importante della tavola abruzzese è un minestrone chiamato “le virtù”. Questa portata quasi leggendaria, prevede l’unione in un unico piatto di diversi generi alimentari. L’antica ricetta prevede l’utilizzo di sette legumi secchi presi tra i rimasugli della provvista invernale, sette verdure della stagione primaverile, sette legumi freschi, sette condimenti, sette tipi di qualità di carni, sette qualità di pasta con l’aggiunta di un po’ di riso. La preparazione prevedeva una cottura di circa sette ore.
I brodetti
Un piatto molto ricercato dai turisti, che sempre più spesso affollano le coste abruzzesi, è sicuramente quello a base di pesce. I brodetti di pesce abruzzesi, sono molto rinomati, e ogni località lo presenta con differenti variazioni.
I due brodetti più famosi sono quelli di Vasto, più semplice e casalingo e di Pescara, leggermente più raffinato e piccante. Secondo la ricetta, bisogna far cuocere il pesce intero su una teglia sempre coperta.
Il Fiadone
Il fiadone è un dolce tipico abruzzese e molisano di pasqua. Ultimamente ha preso l'abitudine di essere cosumato in tutto il periodo dell'anno nelle sue due forme dolce o salato. Generalmente il fiadone dolce è più diffuso nele zone interne l'abruzzo, mentre quello salato più verso le aree litorali.
I Salumi:
L'allevamento del maiale è una pratica ormai diffusa in tutta la regione abruzzese. La cura e la passione dei contatini viene ricambiata con l'ottima qualità dei prosciutti ricavati e dalla vasta varietà di insaccati, tra cui salsiccie e salsiccie di fegato, spesso conservate sott'olio.
Un occhio di riguardo va puntato verso i prosciutti affumicati di Introdacqua e Cansano, le mortadelle di Campotosto ( o coglioni di mulo) dal sapore deciso e forma inconfondibile, il salsicciotto di Torano ed infine la morbida ventricina del teramano e chietino.
La provincia di Pescara gestisce una notevole varietà di menù. Lungo la costa primeggia la specialità di pesce, con brodetti, zuppe, arrosti vongole etc.
Piatti caratteristici sono poi la chitarra con le pallottine di carne, il marro di San Clemente a Casauria (budelline di agnello intrecciate e paliatelle con della buona verdura), le trote di Bussi, i gamberi di Popoli, la zuppa di fagioli alla vestina di Città S. Angelo, la buona ricotta nostrana di Farindola, e inoltre la favolosa abbondanza di frutta e dolci.
La provincia di Chieti dispone di una gran varietà gastronomica; gli chef di Villa Santa Maria, Quadri e Pietraferrazzana, sono diventati dei veri rappresentanti della cucina abruzzese a livello nazionale. Il menù del chietino, arricchito con prodotti locali, è gustoso e succulento. Da Fara S. Martino proviene un’ottima pasta, considerata da dietologi ed esperti la migliore del mondo; ottimi prodotti si trovano pure a Guardiagrele, che conserva deliziose ricotte, burro e formaggi pecorini; Borrello custodisce il Fiadone come dolce tradizionale di pasqua, Ripateatina è nota per i porchettari, a Lanciano si produce un buonissimo peperoncino, ma soprattutto a Vasto, Ortona e Francavilla, sono molto noti i brodetti con dell'ottimo pesce.
La provincia di Teramo è più che mai dedita al culto della buona tavola. Conserva infatti una notevole varietà di piatti tipici come il prosciutto di Torano, le alice adriatiche ed il burro di Isola del Gran Sasso. Tra i primi piatti consigliamo di assaggiare le “scrippelle ‘mbusse ” e le “orecchie di prete”, pietanze tipiche di Bisenti e Torricella, mentre tra i secondi da non perdere sono sicuramente il “tacchino alla canzanese ” o “la porchetta di Campli ”; come contorni consigliamo di assaggiare i funghi del Ceppo. Infine, finocchi di Cologna Spiaggia come frutta, e “pepatelli” teramani come dolce.
Uno dei menù dell’aquilano prevede la “panarda”, un famoso e antico pranzo di circa una trentina di portate, che sta diventando sempre più una consuetudine di altri tempi, probabilmente per la lunga preparazione che richiede. Come antipasti, la provincia propone le mortadelline di Campotosto, piccoli salumi preparati con carne di maiale molto magra, ammorbidita da un pezzo di grasso. Tra i primi piatti bisogna sicuramente assaggiare la Zuppa aquilana di cardil o i maccheroni alla chitarra . Mentre per i secondi vanno sicuramente citati gli involtini con i fagioloni bianchi di Paganica, il crostoso di Fossa, fette di pane integrale bagnate con del latte di pecora o le trote di Castel di Sangro. La provincia comunque offre anche parecchia frutta, si consiglia sicuramente di provare le mele-limone di Canarda e le pere spine di Scanno. Al nostro menù possiamo anche aggiungere dell’ottimo formaggio pecorino di Zizzoli come dessert e confetti di Sulmona e torre de L’Aquila come dolce. La provincia aquilana comunque dispone anche di altri piatti; ad esempio nella zona marsicana fa da padrone la coltivazione delle patate, da cui Avezzano ha ricavato la ricetta “Le patate sotto il coppo”, da Opi invece vengono delle lenticchie di montagna piccole e molto saporite, mentre Montereale è molto nota per la produzione di ottimo pane.

| Pubblicato in : , Gastronomia Abruzzo |
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